Paesaggi Contemporanei: un dialogo tra Arte e Territorio
Nel segno di Fabio Gori
Moussa Traore l’inferno di Dante
Luca Gilli mostra fotografica Abitare l’arte. Omaggio a Fabio Gori, nella casa di Fabio e Virginia.
Giuliano Tomaino Picasso ci guarda… e accende una sigaretta, installazioni nel centro di Belforte
Paesaggi futuri, mostra collettiva diffusa giovani under 35
In maniera parallela e complementare al festival di teatro con Paesaggi Contemporanei, i segni dell’arte si intersecano con lo spettacolo dal vivo, creando un elemento di incontro e riflessione attraverso un progetto che coinvolge artisti sia emergenti che affermati, in una dimensione dinamica in rapporto alla comunità. Se il palcoscenico è il luogo della parola, il territorio diventa il corpo vivo dell’arte grazie al progetto Paesaggi Contemporanei, l’anima speculare del Festival, un’estensione visiva che dialoga costantemente con lo spettacolo dal vivo. Questo percorso di arte ambientale, nato nel 2021 e curato con rara sensibilità da Fabio Gori, collezionista e profondo esperto di arte contemporanea, scomparso nel 2025, ha saputo trasformare Radicondoli in uno spazio di arte contemporanea di alto profilo, dove l’opera non è ospite, ma parte integrante del paesaggio e della sua memoria.
Fare arte utilizzando il paesaggio e il contesto urbanistico non solo come soggetto ma come materia stessa dell’opera, dando importanza alla ricerca estetica ma soprattutto ai segni dell’uomo, al suo passaggio e alla sua memoria.








Programma 2026
Anche questa edizione vede la presenza di artisti legati da affinità e profonda amicizia con Fabio Gori che si collocano idealmente alla sua cultura di raffinato collezionista e promotore culturale ad ampio raggio, e il suo impegno lascia un segno indelebile nel mondo dell’arte contemporanea e nel percorso artistico e culturale di Radicondoli.
Moussa Traore L’inferno di Dante
L’inferno di Dante è un’ opera ispirata alla Divina Commedia, un cavallo tagliato a metà con dentro le viscere dei personaggi dell’inferno, realizzata a seguito di una residenza a Radicondoli, in materiali di ferro riciclati, e collocata nello spazio antistante agli ex lavatoi.
Giuliano Tomaino, PICASSO CI GUARDA…E ACCENDE UNA SIGARETTA
Nel centro di Belforte, le sue opere disarmanti , ironiche e giocose, come figure ancestrali che giacciono oltre la superficie della materia colorata, sono immagini che escono da una memoria remota, archetipi quasi magici che propagano una forte carica vitale e ci riportano al mondo dell’infanzia e dei sogni.
Luca Gilli, Abitare l’arte
Abitare l’arte è un omaggio a Fabio Gori, nella casa di Fabio e Virginia. Luca Gilli rielabora attraverso il suo stile di fotografo di grande sensibilità, le immagini della casa di Prato che Fabio aveva ideato con grande sensibilità e cultura visiva in contatto fra i più importanti artisti contemporanei.
Paesaggi Futuri, otto artisti under 35 in collaborazione con la Fattoria di Celle portano a Radicondoli opere nate dal dialogo con la terra, la memoria e il paesaggio toscano.
Paesaggi Futuri nasce come naturale prolungamento di Paesaggi Contemporanei, il progetto di arte ambientale che dal 2021 – grazie alla curatela di Fabio Gori e alla collaborazione con la Fattoria di Celle – ha portato alcuni tra i più significativi artisti del panorama internazionale a confrontarsi con il territorio e il paesaggio di Radicondoli.
La Fondazione Gori porta a questa edizione del festival un contributo che si radica nella sua storia più profonda: quella di un luogo che dagli anni Ottanta ha fatto dell’arte ambientale e del rapporto tra opera, spazio e paesaggio una pratica collettiva e condivisa.
Oggi quella stessa vocazione si rinnova attraverso il programma di residenze per artisti e curatori under 35 sostenuto dalla Regione Toscana, che ha riportato la Fondazione in un laboratorio vivo di ricerca e produzione.
Sono i giovani artisti e curatori accolti in residenza a portare a Radicondoli lavori nati da un processo di immersione nel territorio toscano: opere site-specific, installazioni e interventi pensati in dialogo con il paesaggio, la memoria dei luoghi e i linguaggi dell’arte contemporanea. Paesaggi Futuri è dunque allo stesso tempo continuità e apertura – un modo di onorare un percorso già tracciato e di immaginare, insieme, le sue evoluzioni possibili.
Gli artisti e il curatore provengono dall’esperienza della residenza d’artista in corso presso la Fondazione Gori – Celle.
Le residenze, gestite dalla Fondazione Gori – Celle, in partenariato con PromoPA Fondazione, sono finanziate con le risorse del PR FSE+ Toscana 2021/27 e rientrano nell’ambito di GiovaniSi, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.













La Collezione Permanente
Nelle scorse edizioni sono stati coinvolti artisti di grande rilievo attenti alle espressioni artistiche del cambiamento contemporaneo e disponibili a lavorare su progetti elaborati per la particolarità ambientale e architettonica di Radicondoli e che si sono inseriti in una geografia emozionale del luogo. Le loro opere fanno parte della collezione permanente del Comune di Radicondoli, delineando una mappa di immagini e sensazioni che fanno parte del paesaggio, ma sono anche le emozioni, i colori e gli odori di un luogo. È un’indagine capillare, come un racconto a tappe, che porta a intessere delle trame e nello stesso tempo ad aprire degli scrigni preziosi e inaspettati. Una collezione che è un patrimonio materiale e immateriale inserito al contatto con la comunità, una ricchezza culturale prestigiosa che rende attrattiva una visita a Radicondoli da parte del sempre più numeroso turismo che segue le coordinate dell’arte contemporanea.
- Vittorio Corsini Nel paesaggio bisogna farsi ciechi. Una scritta luminosa al neon sulla mura medievali del paese, invita a emozionarsi non solo con gli occhi.
- La coppia di artisti Antonello/Ghezzi, ha lavorato negli ex lavatoi, un posto misterioso ed evocativo, dove le relazioni umane si intrecciavano nel quotidiano, su una installazione site-specific: “Vedere me in te”, un portale di specchi, incastonato negli spazi dei lavatoi, che riporta le parole: “Se uno, con la parte migliore del suo occhio guarda la parte migliore dell’occhio dell’altro, vede se stesso“. Un’opera che esorta a guardarsi nell’altro e riconoscersi. Per problemi di restauro l’opera verrà traslocata dall’attuale sede negli ex lavatoi in una spazio coperto della via principale di Radicondoli.
L’altra installazione dei due artisti è un campanello luminoso in ottone con la scritta: “Premere per cambiare il mondo” accanto all’entrata del Palazzo Comunale. Una piccola installazione dal forte significato che richiede ai passanti un grande gesto, una precisa scelta e volontà perché il mondo può continuare nelle sue traiettorie oppure cambiare, perché noi decidiamo di cambiarlo. - Luca Gilli ha inserito negli spazi del Palazzo Comunale una selezione di fotografie realizzate durante una residenza a Radicondoli ispirate al rapporto fra arte e natura.
- Paolo Fabiani “Respira Paolo respira!” Un’opera collocata all’interno del palazzo comunale legata al gesto del blu oltremare che si espande sul bianco, raccontando in modo diverso il disordine e il soffio vitale del respiro.
- Franco Ionda con “Catturare il riflesso” ha inserito in tre diversi edifici di Radicondoli, forme in fusione di alluminio che raccontano il suo universo e i suoi simboli: stelle decapitate, una raggiera di chiodi pronti alla ricostruzione per un mondo diverso e teste che possano generare pensieri e che restituiscano l’uomo alla sfera dell’umano. Un invito ad alzare lo sguardo verso l’alto per non dimenticare che “adesso il cielo è in terra, si è rovesciato e le stelle si possono toccare“. Maternità, tre figure femminili di intensa spiritualità, come delle moderne madonne, in fuga da guerre e migrazioni, sono inserite all’interno della Chiesa di Santa Caterina.
- Moussa Traore Piroghe, tre scafi in ferro come oggetti incagliati misteriosamente, e forse rimasti anche nelle nostre coscienze, sono inseriti nel contesto naturalistico del boschetto di lecci del Pianetto, ai margini del paese. Un’altra opera di Moussa Traore, Preghiera è all’ingresso dell’agriturismo le canterie.
- Simone Gori Il suono del tempo, un’onda sonora in metallo che riproduce il suono delle campane di Radicondoli e rispecchia il paesaggio circostante è all’ingresso di Porta Olla, sulle mura medievali del paese.
- Claudia Losi – Animule, all’interno dei chiassini, passaggi e congiunzioni architettonici della particolare struttura urbanistica di Radicondoli, l’artista ha utilizzato l’espressione artistica come riflessione sulle possibili forme del vivente e sulle loro combinazioni e sul rapporto arcano che persiste tra uomini e animali.
- Giuseppina Giordano Abbraccio a cura di Culture Attive
L’opera è costituita da due lastre in alluminio sagomate a forma di arco e rampicanti di parole, quelle scritte dagli abitanti di Radicondoli e Belforte durante la residenza dell’artista avvenuta a maggio 2020. L’opera è collocata nello spazio dell’anfiteatro.