Il teatro come geografia del territorio

La vocazione e l’identità del Festival è fortemente legata all’uso dello spazio naturale che diventa scenografia, con  un uso molto green degli allestimenti tecnici e con la consapevolezza di organizzare un festival sostenibile e attento al risparmio energetico. 

Il festival si è dilatato in luoghi ricchi di fascino come castelli, fattorie, vecchi mulini e sperimentato nuove forme di comunicazione e di rapporto con lo spazio, come ad esempio i trekking poetici nel bosco e il percorso secret rooms in luoghi poco conosciuti del paese.
Che cosa significa oggi per un festival “essere sostenibile”? Quali obiettivi vanno perseguiti? quali pratiche devono essere adottate? nuove tecnologie e nuovi materiali possono aiutarci a ridurre l’impatto ambientale? questa nuova sensibilità ha un impatto nella produzione della manifestazione dei singoli eventi?

Sono tutte domande che ci siamo posti in maniera consapevole e che riteniamo fondanti di una nuova filosofia e un nuovo approccio programmatico e alla visione gestionale dell’evento festival. I festival sono luoghi di innovazione e sperimentazione ma lo sviluppo sostenibile richiede nuove competenze e nuove linee organizzative e professionali. Per rendere un evento sostenibile è necessario utilizzare un approccio globale, che investa tutte le fasi, dalla progettazione alla valutazione finale.

Il festival di Radicondoli, da tempo ha impostato il suo programma riducendo l’impatto tecnico e semplificando al massimo gli allestimenti invasivi, valorizzando gli spazi architettonici con soluzioni scenografiche e tecniche semplici e attente all’ambiente paesaggistico e architettonico.

Nel 2023 il festival ha partecipato al gruppo di lavoro NON HO PAURA DEL BUIO un percorso di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso e il risparmio energetico, nel contesto del progetto Reset realizzato da Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Nel 2024 La Fondazione Santagata, che si occupa dei programmi UNESCO e del rapporto tra patrimonio culturale, naturale e crisi climatica, insieme all’associazione TrovaFestival, , ha organizzato il progetto di ricerca 4C – deCarbonizzazione in Campo Culturale e Creativo per raggiungere le zero emissioni entro il 2050 con un questionario compilato da 773 organizzazioni culturali.

Il festival di Radicondoli è risultato fra i più virtuosi del settore teatrale con un impatto pari a 0.

Questa la valutazione complessiva:

L’ente si distingue per il suo elevato livello di consapevolezza e per l’efficacia nell’implementazione delle azioni di transizione collocandosi tra le realtà più avanzate del settore. Gli sforzi intrapresi rappresentano un modello di riferimento per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione

Decarbonizzare la cultura significa consentire al settore di avere un ruolo maggiore nella nostra vita, in una società che dovrà veder sparire le attività connesse alle fonti energetiche fossili e rivedere il suo modello di sviluppo, integrando le dimensioni ambientali, sociali ed economiche nelle attività quotidiane.

Il festival di Radicondoli nel 2023 ha partecipato al gruppo di lavoro NON HO PAURA DEL BUIO un percorso di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso  e il risparmio energetico, nel contesto del progetto Reset realizzato da Fondazione Monte dei Paschi di Siena.