Paesaggi Contemporanei: un dialogo tra Arte e Territorio
Paesaggi Contemporanei è un progetto di arte ambientale promosso dal Comune di Radicondoli. Mostre, performance, installazioni site-specific e sonore a cura di Fabio Gori, collezionista e profondo esperto di arte contemporanea che affianca la direzione del festival nella sezione paesaggi contemporanei.
In maniera parallela e complementare al festival di teatro, i segni dell’arte contemporanea si intersecano con lo spettacolo dal vivo e sono un elemento importante di incontro e riflessione con un progetto sull’arte ambientale con interventi di artisti giovani e affermati.
Radicondoli afferma la sua vocazione come luogo di produzione culturale e spazio privilegiato per il dialogo interculturale e intergenerazionale in una dimensione dinamica che rafforza l’idea complessiva di un laboratorio creativo e produttivo al centro dei linguaggi contemporanei. Uno spazio magmatico dove si intersecano differenti linguaggi, dalla danza ai segni visivi contemporanei, alla musica, agli spazi video e sonori e che fa anche tesoro delle esperienze del territorio intorno alle tematiche culturali e alla capacità associazionistica. Un luogo dove si compie una osmosi fra artisti, professionisti e comunità, in una forma di antico rito collettivo, fra la festa popolare e la performance.
Fare arte utilizzando il paesaggio e il contesto urbanistico non solo come soggetto ma come materia stessa dell’opera, dando importanza alla ricerca estetica ma soprattutto ai segni dell’uomo, al suo passaggio e alla sua memoria.
Con Paesaggi Contemporanei, i segni dell’arte si intersecano con lo spettacolo dal vivo, creando un elemento cruciale di incontro e riflessione attraverso un progetto che coinvolge artisti sia emergenti che affermati. In una dimensione dinamica, il progetto rafforza l’idea complessiva di un laboratorio creativo e produttivo al centro dei linguaggi contemporanei, dove l’arte utilizza il paesaggio e il contesto urbanistico non solo come soggetto, ma come materia stessa dell’opera.
Il progetto “Paesaggi Contemporanei” nasce nel 2021 con l’obiettivo di sviluppare proposte di arte contemporanea di alto profilo, finalizzate a delineare un percorso di segni artistici in relazione alla struttura architettonica e paesaggistica di Radicondoli, con l’intento di arricchire culturalmente il territorio e aumentarne l’attrattiva turistica. Questo investimento nell’arte ambientale, grazie alla cura di Fabio Gori e alla collaborazione con la Fattoria di Celle, ha portato in pochi anni alcuni tra i più prestigiosi e significativi artisti contemporanei a lavorare per Radicondoli.
Programma 2025: continuità e nuove visioni
Dal 12 luglio, il programma mira a mantenere una continuità di lavoro con gli artisti che hanno già avuto un rapporto con Radicondoli, proponendo nuovi progetti che consolidino la loro presenza. Questa visione di “convivio intellettuale e artistico” è fortemente significativa per l’immagine e la vita culturale di Radicondoli, permettendo di costruire un percorso di arte ambientale fruibile da cittadini e turisti.
Antonello Ghezzi: Premere per cambiare il mondo.
Nel centro storico, accanto all’entrata del palazzo comunale, è stato installato in maniera permanente un campanello luminoso in ottone con la scritta: “Premere per cambiare il mondo”. Come spiegano gli artisti: “Quando l’abbiamo portato per la prima volta in uno spazio pubblico abbiamo potuto osservare le reazioni delle persone. Alcuni, dopo averlo premuto, si guardavano intorno per verificare se per caso fosse successo qualcosa, magari una luce accesa o un suono, altri continuavano a guardare il pulsante senza trovare il coraggio di premerlo temendo chissà quale reazione. A chi chiedeva se c’era stato un cambiamento, rispondevamo, sorridendo, che forse erano cambiati nel decidere di volerlo premere.”
Nadia Antonello e Paolo Ghezzi si formano all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2009 fondano il duo Antonello Ghezzi. Le loro installazioni sono in numerose collezioni private e sono state esposte in contesti internazionali, nel 2022 vincono il Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea.
Nel 2023 il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea dedica al duo la mostra “Terra Cielo”, prima monografica in un museo italiano.
Moussa Traore: Piroghe
Come oggetti misteriosamente incagliati, e forse rimasti nelle nostre coscienze, tre scafi in lamiera sono inseriti all’interno di un boschetto di lecci ai margini del paese. L’opera consiste in tre piroghe realizzate con materiali ferrosi riciclati che l’artista costruirà direttamente a Radicondoli, a seguito di una residenza e di un laboratorio con giovani artisti. Nel lavoro di Moussa Traore, uno dei più significativi artisti senegalesi, si ritrovano gli elementi dello scarto urbano: l’usato, lo spreco e l’inutile che nelle civiltà dell'”altro mondo” vengono recuperati in una continua trasformazione di valore e di uso. Ed ecco che sorgono grandi sculture, oggetti, personaggi poetici in un paesaggio rarefatto, che fino a poco prima era un insignificante ammasso di rottami. Il suo lavoro ha fatto parte di collezioni e mostre importanti in Senegal, Francia e Italia fra cui le Orestiadi di Gibellina e il Museo Pigorini a Roma.
Simone Gori Il suono del tempo
Un intervento site-specific all’ingresso di Porta Olla, sulle mura storiche del paese. Un’onda sonora in metallo che riproduce il suono delle campane di Radicondoli e specchia il paesaggio circostante. Simone Gori dal 2012 ha partecipato a numerose mostre in spazi pubblici e privati.
La sua opera Bianco Novecento è entrata a far parte della prestigiosa collezione Maeght a Saint-Paul-de-Vence. Il suo lavoro Il creatore di nuvole nasce sotto il cielo della Fattoria di Celle e qui a Radicondoli è esposto permanentemente. Nel 2021 ha partecipato a “Paesaggi Contemporanei” dove nasce il suo lavoro Il crearore di nuvole, esposto permanentemente alla fattoria Celle. Nel 2024 ha esposto al Mudac Museo delle Arti Carrara con la mostra personale Pars Caeli.
Paolo Fabiani: Gli Urlatori
Lo sguardo visionario, con il quale questa mostra vuole raccontare alcune storie del nostro mondo, segue le impronte di chi non accetta regole ed è spinto, da chi travalica ogni aspetto di civile coabitazione, verso la transumanza culturale.
Paolo Fabiani vuole rappresentare ciò che permane, quella fisicità poetica della quale rimangono ectoplasmi, tracce di vita separata dal suo sé, impronte volatili di ricordi sopiti mentòri di una impermanenza inevitabile.
Negli spazi di Palazzo Bizzarrini sono esposti GLI URLANTI (2024), VIANDANTE (2025), e la serie di piccoli lavori GOST (2025).
Paolo Fabiani, dal 1990, ha realizzato mostre in gallerie e istituzioni prestigiose. Tra queste, la mostra Maledetti toscani per Fabio Sargentini, curata da Maria Luisa Frisa e Alberto Boatto; ha collaborato con Achille Bonito Oliva alle Orestiadi di Gibellina e Luciano Pistoi per la rassegna di arte contemporanea da lui organizzata nel borgo di Volpaia. Negli anni successivi è stato invitato alla XII Quadriennale di Roma, ha realizzato a Siena un’installazione per il Museo Civico e ha partecipato alla mostra BU! al Centro per l’arte contemporanea Palazzo delle Papesse. A Firenze ha preso parte a WI-Working – Insider a cura di Sergio Risaliti. Del 2022 è la sua ultima personale alla galleria ME Vannucci di Pistoia, curata da Pietro Gaglianò.
La Collezione Permanente di Arte Contemporanea a Radicondoli
A Radicondoli, la collezione permanente di arte contemporanea arricchisce vari spazi del borgo con opere di artisti acquisiti in questi ultimi quattro anni:
- Luca Gilli ha inserito negli spazi del Palazzo Comunale una selezione di fotografie. Realizzate durante una residenza a Radicondoli, queste opere sono ispirate al rapporto tra arte e natura, catturando l’essenza del territorio.
- Sempre nel Palazzo Comunale, Paolo Fabiani è intervenuto con un’opera legata al gesto del blu oltremare che si espande sul bianco. Il suo lavoro racconta in modo unico il disordine e il soffio vitale del respiro.
- Vittorio Corsini invita a un’emozione profonda con una scritta luminosa sulle mura del paese: “Nel paesaggio bisogna farsi ciechi”. L’opera suggerisce di abbandonarsi completamente alla percezione, andando oltre la sola vista.
- Il duo artistico Antonello Ghezzi ha lavorato su un’installazione site-specific negli ex lavatoi, un luogo misterioso ed evocativo dove un tempo si intrecciavano le relazioni umane del quotidiano.
- Franco Ionda con “Catturare il riflesso” ha inserito in tre diversi edifici di Radicondoli forme in fusione di alluminio. Queste opere raccontano il suo universo attraverso simboli potenti: stelle decapitate, una raggiera di chiodi pronti alla ricostruzione per un mondo diverso, e teste che possano generare pensieri, restituendo l’uomo alla sfera dell’umano. Inoltre una Maternità composta da tre figure femminili di intensa spiritualità è all’interno della Chiesa di Santa Caterina.
- Claudia Losi, è intervenuta nella particolare struttura urbanistica di Radicondoli, nei chiassini, passaggi e linee di congiunzione fra le varie parti del paese, utilizzando l’espressione artistica come riflessione sulle possibili forme del vivente e sulle loro combinazioni e sul rapporto arcano che persiste tra uomini e animali.
- “Preghiera”, una scultura in ferro di Moussa Traore, artista senegalese riconosciuto a livello internazionale per le sue opere realizzate con materiali di scarto, è collocata come “guardiano del paesaggio” nell’agriturismo Le Canterie.


















LE PASSATE EDIZIONI
Paesaggi contemporanei 2024 >>
Paesaggi contemporanei 2023 >>
Paesaggi contemporanei 2022 >>
Paesaggi contemporanei 2021 >>
Scomparso Fabio Gori, curatore del progetto Paesaggi Contemporanei

Sempre in prima linea nella collezione d’arte ambientale alla fattoria di Celle, fondata dal padre, Fabio Gori è diventato presidente della Fondazione Gori-Celle, diventandone uno degli ambasciatori nel mondo. Con il fratello Paolo, nel 2018 diede vita ad Arte in Fabbrica, lo spazio adiacente all’azienda di famiglia per esposizioni e concerti. La sua casa di collezionista nel centro storico di Prato con interventi strutturali di artisti è la manifestazione della volontà di fare della stessa dimora un’opera d’arte, in un tutt’uno con la sua vita.
Ha rivestito incarichi prestigiosi, come consigliere nazionale dell’Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano e consigliere della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana; è stato nel consiglio di amministrazione del Pecci e curatore di recente della sezione arte visiva del Rodicondoli Festival. Dal 2023 è accademico d’onore dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Fra i moltissimi messaggi di cordoglio, c’è quello del direttore del Festival di Radicondoli Massimo Luconi, amico da sempre. “Con Fabio abbiamo ’giocato’ ininterrottamente per quasi 60 anni, non ricordo nessun momento saliente dove in qualche modo non eravamo insieme – scrive –. Abbiamo iniziato con la palla ovale e poi nelle varie tappe della vita, mischiando le mie esperienze di teatro e le sue di arte, fra viaggi (bellissimo quello alla biennale di Dakar con Il Pecci) e progetti (l’ultimo paesaggi contemporanei a Radicondoli). La sua passione per tutte le arti e attività culturali era dirompente ma mai prevaricatrice, sempre con una attenzione all’altro e al senso dell’incontro, mettendo la sue profonde competenze al servizio del dialogo e dell’amicizia. Nello spartito della sua meravigliosa avventura di vita, l’ultimo capitolo è stato il più difficile, affrontato con lo spirito di un guerriero e la filosofia di un monaco zen, lasciandoci un vuoto incolmabile ma anche un grande insegnamento e una profonda riflessione”.
Nella foto Fabio Gori è il primo a sinistra, insieme a Paolo Fabiani, Massimo Luconi, Vittorio Corsini e Luca Gilli.